Cosa è la carta geologica?

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Nella carta geologica vengono rappresentate le rocce che affiorano sulla superficie della Terra.

Vi vengono inclusi i giacimenti di minerali, le sorgenti, le zone dove si trovano i fossili, le impalcature tettoniche e le giaciture degli strati. La carta li classifica per tipologia, specificandone anche l'età.

Per indicare tutti i riferimenti e le loro connessioni, le carte geologiche si avvalgono di segni e colori convenzionali.

Spesso, per agevolare l'interpretazione più corretta, a queste particolari carte geografiche viene accluso un corredo di sezioni geologiche.

La più antica carta geologica a noi pervenuta riguarda i depositi auriferi dell'Egitto e risale al 1150 a.C.

La prima carta geologica moderna, invece, è del primo ventennio del XIX secolo: l'ha realizzata William Smith (1769-1839), geologo e ingegnere idraulico inglese.

Ritenuto il padre della geologia inglese, Smith è stato il primo a creare una carta geologica dell'Inghilterra; in più, ha avuto il merito di comprendere l'utilità dei fossili come strumenti per identificare e datare gli strati, anche quelli situati a grande distanza da una successione conosciuta.

Ma come si ottiene, esattamente, una carta geologica?

Prima di tutto si effettuano rilevamenti geologici sul terreno interessato, seguendo percorsi prefissati che consentano di coprire tutta l'area e di rinvenire ogni affioramento roccioso.

Una bussola geologica aiuta a determinare la struttura delle rocce e a misurare la loro inclinazione.

Al lavoro sul terreno seguono le analisi di laboratorio e la loro successiva elaborazione.

I dati acquisiti sono quindi trasferiti sulla base topografica corrispondente per accertare la posizione stratigrafica, l’età e le caratteristiche petrografiche delle rocce interessate (tessitura, minerali, ecc.) in rapporto all'origine e alla composizione delle rocce adiacenti.

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